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articoli: piano casa

 REPORT:              PIANO  CASA : CONFERENZA STAMPA MARTEDI’ 22 SETTEMBRE ORE 11.30 PALAZZO SERRA DI CASSANO – STUDI FILOSOFICI

Con il WWF e le principali associazioni ambientaliste Interverrà l’urbanista Vezio De Lucia

Per le Associazioni Ornella Capezzuto presidente WWF Campania, Carlo Iannello Assise di Palazzo Marigliano, Luigi De Falco e De Cunzo per Italia Nostra e Michele Bonomo per Legambiente

 

L ‘apertura dei lavori non promette bene, sembra,  a dire il vero, che l’interesse delle associazioni sia, ancora una volta, principalmente quello di non esssere tacciate come quelli del “no”.  Ribadiscono che il loro vuole essere un  contributo del mondo delle associazioni fattivo e non pregiudiziale. Sono tutti daccordo.:  migliorare il Ddl.

Cauti? Morbidi? Poco incisivi?

La situazione si anima e prende corpo e verità  solo con l’intervento, non previso, dell’avvocato Marotta, che con la sua nota capacità di pungolare  gli animi e le coscenze ci ricorda che il Piano casa è un atto gravissimo, che il Ddl regionale è sicuramente peggiorativo.

L’atto più grave, che convoglia interessi trasversali e potentissimi è dato dalla possibilità di riconversione delle aree industriali. Ci si dimentica, afferma con vemenza l’avvocato,  che le aree industriali  dismesse sono aree demaniali, che appartengono alla collettività, date solo  in concessione ai privati. Che il Ddl da ad alcuni, pochi, privati, la possibilità di riconvertirle in aree edificabili permettendo loro di guadagnare con un colpo solo una montagna di soldi, da un bene pubblico che dovrebbe essere reso alla collettività per contribuire alla pianificazione urbana.

 L’avvocato ribadisce che con questo Ddl in discussione alla Regione si decide il futuro stesso della Campania, e di Napoli in particolare, e che il pericolo maggiore sta, come sempre nell’ambiguità, in quanto, volutamente, nel disegno di legge  non si  precisa che le aree dismesse sono quelle industriali, ma si parla  genericamente di “aree dismesse”, il che può includere anche aree agricole abbandonate.  Alla riconversione non vengono posti inoltre limiti di tempo, nè per l’applicazione,  si sorvola sui 18 mesi , nè  per la fissare la denominazione, non si chiarisce, in definitiva, da quando un area è da considerarsi dismessa,  potranno essere considerate dismesse anche aree dismesse il giorno dopo l’emanazione del Ddl.

Il prof. Vezio De Lucia interviene con  un analisi bellissima sulla dicotomia casa-città, su come privilegiare l’una a discapito dell’altra sia pericoloso per i nostri spazi urbani della socialità. Di come all’Acquila si stiano costruendo case, costosissime e fuori scala rispetto alle necessità, distruggendo al contempo l’idea stessa di città; il centro storico dell’Acquila, bellissimo, e fittamente abitato, da oltre 6000 studenti, è stato liquidato, ripudiato, abbandonato, senza  nessun provvedimento, nessuna azione di tutela e recupero. Neanche i monumenti sono stati puntellati, sottratti allo scempio del tempo e dell’incuria. Si stanno costruendo un pugno di case distruggendo la città

Ma bisogna ricordare, ha aggiunto l’urbanista,  che la culturta intrinseca dell’Europa si è fondata sul privilegiare il bene comune contro il bene privato, sulla città contro l’abitazione, e da questo che sono nate le nostre città storiche, le piazze di Italia. E questo che ci differenzia da altre parti del mondo, dall’America, per esempio.

Ma poi il professore scivola da questa sua analisi lucidissima e fa un appello a Bassolino, che faccia chiarezza, invoca,  sulla sua posizione e che si ricreda dal pensiero che sia tramontato il tempo in cui si può lottare per il bene comune.

Mi permetto di suggerire al professore che nessun pensiero ha guidato le scelte di Bassolino negli ultimi anni ma solo un comodo, o forse necessario “dare ed avere”. Qualcuno mi suggerisce a sua volta che si tratta solo di “dissuasori sociali”. Un altro.