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Piano casa-De Lucia contro Bassolino
“Ha ceduto al pensiero berlusconiano”. Seduta rinviata al 30 settembre

Piano casa,
De Lucia contro Bassolino

Roberto Fuccillo

“Sinistra e libertà” pronta all´ostruzionismo
Il centrodestra in coro: “Incapaci”

 

Come previsto, il piano casa resta per strada a fare la fila. La riunione dei capigruppo di ieri in Regione non ha potuto che sancire quanto già implorato dal presidente della commissione, Pasquale Sommese, e rinviarne al 30 settembre l´esame in aula del testo preparato dalla giunta, e lavorare intanto ancora in commissione. Cade così nel vuoto l´appello a far presto da parte dell´Acen, l´associazione costruttori, mentre il centrodestra fa fuoco e fiamme. «Altro che la sobrietà del cardinal Bagnasco – dice Franco D´Ercole, capo dell´opposizione – così non si farà nulla neanche la settimana prossima». Parla di «incapacità di governare» Salvatore Ronghi dell´Mpa. E per Paolo Romano, capogruppo Pdl, «non si approderà a nulla neanche in commissione. Dicano che non vogliono o non sono in condizioni di approvare il piano».
Se non altro oggi si andrà in aula per discutere di un ordine del giorno sui precari della scuola presentato da “Sinistra e libertà”. La stessa forza politica che sul piano casa minaccia migliaia di emendamenti e «se serve, anche l´ostruzionismo», come dice Gerardo Rosania. L´ex sindaco di Eboli, campione della lotta all´abusivismo, era presente in mattinata, insieme agli altri del gruppo, alla riunione promossa dalle associazioni ambientaliste. Dove sono state ribadite tute le preoccupazioni: mancanza di una chiara definizione delle aree non edificabili e possibilità di costruire nelle aree degradate, col rischio che anche attività industriali vengano dismesse a favore del mattone e che forze, anche criminali, siano già in azione per accaparrarsi i terreni.
Tematiche che investono in primo luogo Napoli est. Non a caso alla riunione era presente, Vezio De Lucia, padre del piano regolatore del Comune, che dalla nuova legge potrebbe essere scavalcato. De Lucia ha attaccato l´impianto concettuale di base del piano: «È l´espressione diretta del pensiero unico berlusconiano: la casa piuttosto che la città, il bisogno individuale contro i valori sociali negativi. Come in Abruzzo, dove non c´è nessuna ricostruzione: si fanno case, ma il centro storico è abbandonato». Constatazione dalla quale discende una chiamata di correo a colui che all´epoca era il suo sindaco, Antonio Bassolino: «Quello che si sviluppa non appartiene alla sua storia. Ha ceduto al pensiero unico del privatistico e del liberalismo. Ma la prevalenza dell´interesse pubblico è un dato culturale europeo